Fiscalità in Spagna
Modelo 720: i beni che hai in Italia vanno dichiarati in Spagna
Se vivi in Spagna e hai un conto, una casa o investimenti in Italia per più di 50.000 €, il modelo 720 ti obbliga a comunicarli al fisco entro il 31 marzo.
4 agosto 2026 · Riondato & Partners
Cos'è il modelo 720 e chi riguarda
Ti sei trasferito in Spagna ma hai tenuto la casa dei tuoi a Vicenza, il conto nella tua banca italiana e qualche BTP comprato anni fa. Niente di tutto questo si trova in Spagna, quindi sembra roba che al fisco spagnolo non interessa. Non è così. Se sei residente fiscale in Spagna, il modelo 720 ti obbliga a comunicare quei beni ogni anno.
Sei residente fiscale quando passi più di 183 giorni all'anno in territorio spagnolo, oppure quando hai lì il centro dei tuoi interessi economici. Da quel momento paghi le tasse in Spagna sul reddito mondiale, e con questo nasce l'obbligo di dichiarare ciò che possiedi fuori.
Il 720 è una dichiarazione informativa. Presentandolo non paghi nulla: dici soltanto al fisco cosa hai all'estero. Lo gestisce l'agenzia delle entrate spagnola (Agencia Tributaria) e si presenta online.
I tre blocchi da 50.000 euro
L'obbligo si organizza in tre blocchi, e ognuno ha la sua soglia di 50.000 €:
- Conti presso istituti finanziari all'estero: il conto corrente, un deposito, un libretto di risparmio.
- Titoli, assicurazioni e rendite: azioni, fondi, quote, titoli come i BTP, polizze vita con valore di riscatto, rendite vitalizie.
- Immobili e diritti su immobili: la casa in Italia, una quota di una casa ereditata, un usufrutto.
I tre blocchi si guardano separatamente. Se hai 40.000 € su un conto italiano e una casa che vale 120.000 €, il conto non lo dichiari (quel blocco non arriva a 50.000) ma l'immobile sì. Quando un blocco supera la soglia, dichiari tutto quello che contiene, non solo la parte oltre i 50.000.
Un avviso: dal 2024 le criptovalute non vanno più nel 720. Hanno un modulo tutto loro, il modelo 721, di cui parliamo più sotto.
Quando si presenta e quando va ripetuto
Il termine va dal 1° gennaio al 31 marzo e si riferisce alla situazione al 31 dicembre dell'anno prima. Per i beni che avevi alla fine del 2025, il termine scade il 31 marzo 2026.
La buona notizia: il 720 non si ripete ogni anno per forza. Una volta presentato, torni a dichiarare un blocco solo se il suo valore al 31 dicembre è salito di più di 20.000 € rispetto all'ultima dichiarazione, oppure se hai smesso di possedere qualcosa che avevi già dichiarato (hai venduto la casa, chiuso il conto). Se non succede nulla di tutto ciò, quell'anno non presenti.
La svolta del TJUE: fine del regime sanzionatorio feroce
Per anni il 720 ha avuto una brutta fama, e a ragione. Il regime delle sanzioni era sproporzionato: multe fisse di 5.000 € per ogni dato non dichiarato, con minimi di 10.000 € a blocco, più una sanzione del 150 % sul valore dei beni emersi e, cosa più grave, senza termine di prescrizione. Una dimenticanza su un vecchio conto poteva costare più del saldo del conto stesso.
Il 27 gennaio 2022 la Corte di giustizia dell'Unione europea (TJUE), nella causa C-788/19, ha demolito quel regime perché contrario alla libera circolazione dei capitali. La Spagna ha risposto con la legge 5/2022 del 9 marzo, che ha eliminato le sanzioni specifiche e l'imprescrittibilità.
Oggi il 720 segue il regime generale della legge tributaria spagnola (articoli 198 e 199). Presentarlo in ritardo, ma di tua iniziativa e prima che il fisco te lo chieda, comporta una multa contenuta: 20 € per dato, con un minimo di 300 €, ridotto alla metà quando lo fai spontaneamente. Conviene ancora presentarlo bene e nei tempi, ma non è più la trappola di una volta.
Le criptovalute passano da un'altra parte: il modelo 721
Se hai valute virtuali custodite su una piattaforma estera, l'obbligo c'è lo stesso, ma passa dal modelo 721. Stessa soglia di 50.000 € e stesso termine, dal 1° gennaio al 31 marzo.
Dal 1° gennaio 2026 nell'UE si applica la direttiva DAC8: i fornitori di servizi in criptoattività comunicano in automatico i saldi alle amministrazioni fiscali. Tradotto: il fisco spagnolo riceverà comunque quell'informazione, quindi dichiararla smette di essere facoltativo nei fatti.
Informare non è pagare, ma occhio all'IRPF
Il 720 non genera imposta. L'imposta arriva da un'altra strada. Come residente in Spagna paghi sul reddito mondiale, quindi l'affitto della casa italiana, gli interessi del conto o i dividendi dei tuoi titoli finiscono nella tua dichiarazione dei redditi (IRPF) in Spagna.
Perché tu non paghi due volte sulla stessa cosa c'è la convenzione contro le doppie imposizioni tra Spagna e Italia, in vigore dal 1977, che ripartisce chi può tassare ciascun reddito e permette di scontare in Spagna l'imposta già pagata in Italia. Se poi superi certi limiti di patrimonio, quei beni contano anche nell'imposta sul patrimonio (impuesto sobre el patrimonio). Il 720 è solo la fotografia; le imposte si calcolano a parte.
Al contrario vale lo stesso: un italiano che resta residente in Italia e ha beni in Spagna li dichiara in Italia nel quadro RW, con IVAFE e IVIE. Ogni paese ha il suo modulo, la logica è la stessa.
Se hai dubbi su questo argomento, Riondato & Partners è qui per aiutarti
Da oltre 45 anni Riondato & Partners affianca famiglie e imprese tra Italia e Spagna. Se hai beni in Italia e non sai se devi presentare il modelo 720, oppure vuoi sistemare una dichiarazione degli anni scorsi, mettiti in contatto con noi e lo vediamo insieme.
Fonti
- Agencia Tributaria: modelo 720, sanzioni ed effetti
- Garrigues: il modelo 720 e la nuova regolazione del regime sanzionatorio
- finReg360: la legge 5/2022 modifica il regime sanzionatorio del modelo 720
- Hogan Lovells: il TJUE elimina le conseguenze dell'inadempimento del modelo 720
- Wolters Kluwer: il modelo 721 per le criptovalute