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Diritto societario

Verifactu e fattura elettronica B2B: le due scadenze in Spagna

Una SL spagnola ha tempo fino al 1 gennaio 2027 per adeguare il software a Verifactu. La fattura elettronica B2B arriva dopo, con un'altra norma e altre date.

15 settembre 2026 · Riondato & Partners

Verifactu e fattura elettronica B2B: le due scadenze in Spagna

Dal 1 gennaio 2027 una sociedad limitada spagnola dovrà emettere fattura con un programma che firma ogni registro, lo concatena al precedente e stampa un codice QR sul documento. È il regolamento Verifactu. Con un calendario tutto suo, la stessa società dovrà poi inviare le fatture alle altre imprese in un file strutturato che il computer del cliente legge da solo. È la fattura elettronica B2B.

Sono due riforme distinte, con due norme, due obiettivi e due date. Chi arriva dall'Italia, dove il Sistema di Interscambio ha risolto le due cose insieme nel 2019, cerca l'equivalente spagnolo e non lo trova: la Spagna ha spezzato la riforma in due pezzi che camminano separati.

Verifactu disciplina il programma, non la fattura

Il Real Decreto 1007/2023, del 5 dicembre, ha approvato il RRSIF, il regolamento sui requisiti dei sistemi informatici di fatturazione. Le specifiche tecniche sono arrivate con la Orden HAC/1177/2024, del 17 ottobre, in vigore dal 29 ottobre di quell'anno.

La norma disciplina il comportamento del software. Ogni fattura emessa genera un registro de facturación de alta con un'impronta digitale (hash), firmato elettronicamente e concatenato al registro precedente. Annullare o rettificare lascia una traccia propria. Riscrivere la catena all'indietro, che è poi quello che consentiva il software de doble uso preso di mira dalla riforma, si vede.

Ci sono due modi di adeguarsi:

  • Modalità VERI*FACTU. Il sistema trasmette ogni registro all'Agencia Tributaria nel momento in cui emetti la fattura. In cambio non deve tenere il registro degli eventi, e la fattura si può verificare sul portale dell'Agenzia.
  • Sistema non verificabile. I registri restano nel tuo programma, firmati e conservati, insieme a un registro degli eventi che documenta ogni anomalia del sistema. L'Agencia li chiederà se apre un controllo.

In entrambi i casi la fattura esce con il codice QR.

Chi è obbligato, e da quando

L'articolo 3 del regolamento traccia il perimetro: contribuenti dell'Impuesto sobre Sociedades, contribuenti dell'IRPF con attività economica, contribuenti dell'Impuesto sobre la Renta de no Residentes che operano tramite stabile organizzazione ed enti in regime di attribuzione dei redditi con attività economica.

Restano fuori quelli che tengono i registri IVA attraverso il portale dell'Agencia, cioè gli iscritti al Suministro Inmediato de Información (SII). Fuori anche Paesi Baschi e Navarra, dove valgono TicketBAI e i suoi equivalenti forali. E fuori chi fattura a mano, senza alcun sistema informatico.

Le date sono slittate due volte. L'ultima con il Real Decreto-ley 15/2025, del 2 dicembre, pubblicato nel BOE il 3 dicembre e convertito dal Congresso l'11:

  • 1 gennaio 2027 per i contribuenti dell'Impuesto sobre Sociedades. Qui rientra la tua SL o la tua SA.
  • 1 luglio 2027 per tutti gli altri obbligati. Qui rientrano il lavoratore autonomo e anche la succursale spagnola di una società italiana, che paga l'Impuesto sobre la Renta de no Residentes.

Questa distinzione vale sei mesi di respiro. Se il tuo gruppo italiano opera in Spagna con una filial, la data è gennaio; se opera con una sucursal, luglio.

C'è poi un dettaglio che sfugge quasi sempre: la proroga riguarda chi fattura, non chi vende il programma. Produttori e distributori di software sono obbligati dal 29 luglio 2025, nove mesi dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza tecnica, a offrire sistemi conformi accompagnati da una dichiarazione di responsabilità. Se hai comprato un programma dopo quella data e nessuno ti ha mostrato quella dichiarazione, il problema comincia molto prima del 2027.

Le sanzioni stanno nell'articolo 201 bis della Ley General Tributaria: fino a 50.000 euro per esercizio per chi detiene sistemi non conformi, e fino a 150.000 euro per esercizio e per ogni tipo di sistema per chi li produce o li commercializza.

La fattura elettronica B2B viaggia su un'altra corsia

L'obbligo di fatturare elettronicamente tra imprese e professionisti nasce dalla Ley 18/2022 sulla creazione e crescita delle imprese, la cosiddetta Ley Crea y Crece. Il regolamento attuativo ha impiegato tre anni: è il Real Decreto 238/2026, del 25 marzo, pubblicato nel BOE il 31 marzo e in vigore dal 20 aprile 2026.

Qui la norma disciplina davvero la fattura. Un file strutturato, leggibile in automatico, scambiato fra piattaforme private interoperabili oppure attraverso una soluzione pubblica gratuita gestita dall'Agencia Tributaria.

Il regolamento aggiunge un obbligo che in Italia non esiste in questa forma: comunicare gli stati della fattura. Il destinatario segnala l'accettazione o il rifiuto con la relativa data, e il pagamento effettivo integrale con la sua, entro i quattro giorni lavorativi successivi. L'obiettivo dichiarato della legge sono i ritardi di pagamento: rendere visibili i tempi reali con cui le imprese si pagano fra loro.

Il calendario non è ancora chiuso. Il decreto non fissa date proprie: i termini decorrono dall'entrata in vigore dell'ordinanza ministeriale che regola la soluzione pubblica. Dodici mesi per chi ha fatturato più di 8 milioni di euro l'anno precedente, ventiquattro mesi per tutti gli altri. Il progetto di ordinanza è andato in consultazione pubblica il 17 aprile 2026 e prevede l'entrata in vigore il 1 ottobre 2026. Se quella data regge, l'obbligo parte il 1 ottobre 2027 sopra gli 8 milioni e il 1 ottobre 2028 per il resto. Finché l'ordinanza resta una bozza, nessuna delle due date è pubblicata nel BOE.

Il lato italiano, per non fare due volte lo stesso lavoro

In Italia la fattura elettronica via Sistema di Interscambio è obbligatoria dal 1 gennaio 2019 e copre tutte le partite IVA dal 1 gennaio 2024, quando sono entrati anche i forfettari sotto i 25.000 euro.

Le operazioni transfrontaliere passano dallo stesso canale dal 1 luglio 2022, con i tipi documento TD17, TD18 e TD19 che hanno sostituito l'esterometro. Tienilo presente se fatturi dalla Spagna a un cliente italiano: la tua fattura spagnola non entra nello SdI da sola, la integra il cliente, e ti chiederà i dati nel formato che serve al suo commercialista.

Cosa puoi verificare questa settimana

  • Se sei nel SII, il RRSIF non ti riguarda. Verificalo prima di cambiare programma.
  • Chiedi al fornitore la dichiarazione di responsabilità del sistema di fatturazione, per iscritto.
  • Scegli la modalità. La trasmissione all'Agencia ti evita il registro degli eventi; il sistema non verificabile ti lascia i dati in casa e l'onere di conservarli.
  • Guarda il volume d'affari dell'anno scorso: gli 8 milioni separano due calendari diversi sulla fattura B2B.
  • Se in Spagna hai una succursale e non una filiale, la tua data Verifactu è luglio 2027.

Se hai dubbi su questo argomento, Riondato & Partners è qui per aiutarti

Lavoriamo da oltre 45 anni fra Italia e Spagna, con imprese che fatturano nei due paesi e devono rispettare due normative che non si somigliano. Se stai guardando il calendario della tua società e non capisci quale data ti riguarda, scrivici: lo controlliamo insieme prima che tu cambi software o fornitore.

Fonti

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