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Risarcimento e responsabilità

Negligenza medica in Spagna: come chiedere il risarcimento

Non ogni esito negativo è negligenza. Quando spetta un risarcimento in Spagna, che tempi hai e cosa cambia se l’ospedale è pubblico o privato.

7 luglio 2026 · Riondato & Partners

Negligenza medica in Spagna: come chiedere il risarcimento

In Spagna hai diritto a un risarcimento quando un errore nell’assistenza sanitaria ti provoca un danno che non avresti dovuto subire. La parola chiave è errore: non basta che il risultato sia stato negativo. Un intervento può andare male senza che nessuno abbia sbagliato. C’è negligenza quando il medico o l’ospedale si allontanano da ciò che la buona pratica richiedeva e quell’errore preciso ti causa il danno. Qui vedi come si reclama, quanto tempo hai e cosa cambia a seconda che l’ospedale sia pubblico o privato.

Un esito negativo non è una negligenza

La medicina è un’obbligazione di mezzi, non di risultato. Il medico si impegna a mettere in campo i mezzi giusti, non a guarirti a ogni costo. Per questo, perché ci sia responsabilità, i tribunali chiedono tre elementi insieme:

  • Un danno reale e dimostrabile.
  • Un errore nella pratica, quello che si chiama allontanarsi dalla lex artis: il modo di agire che la scienza medica considera corretto in quel caso.
  • Un nesso causale che colleghi l’errore al danno.

Se manca uno dei tre, la richiesta non regge. Rientrano qui una diagnosi che arriva tardi, un errore in sala operatoria, una garza o un ferro dimenticati nel corpo, un controllo che nessuno ha fatto, una dimissione data troppo presto. C’è poi un motivo di reclamo a sé: essere operati o curati senza che ti abbiano spiegato prima i rischi e senza la tua firma. È la mancanza di consentimiento informado, il consenso informato.

Il primo passo è chiedere la cartella clinica

La Ley 41/2002 sull’autonomia del paziente ti dà diritto a una copia completa della tua historia clínica, la cartella clinica. È la base su cui si costruisce tutto il resto, quindi chiedila subito all’ospedale, per iscritto. Con quella in mano, un medico della stessa specialità prepara una perizia che dica se un errore c’è stato davvero e se ha causato il danno. Senza perizia non c’è caso: è il documento che trasforma una brutta esperienza in una richiesta fondata.

Sanità pubblica o privata: due strade diverse

Prima di tutto devi sapere chi ti ha curato, perché da lì dipendono la procedura, i tempi e perfino il giudice.

Se l’ospedale è pubblico

Si reclama per responsabilidad patrimonial dell’Amministrazione, la responsabilità patrimoniale dell’ente pubblico (articolo 32 della Ley 40/2015). Qui non serve indicare un medico preciso né dimostrarne la colpa: basta che il danno derivi dal funzionamento del servizio pubblico e che tu non avessi il dovere giuridico di sopportarlo. Si presenta una richiesta al servizio sanitario della tua comunità autonoma. L’Amministrazione ha sei mesi per rispondere. Se tace, la legge intende che ti ha detto di no (è il silencio administrativo negativo) e da quel momento puoi portare la questione davanti alla giurisdizione contencioso-amministrativa.

Se il medico o la clinica sono privati

La strada è quella civile. Si cita il professionista, la clinica o la sua assicurazione davanti al giudice civile, e lì si discutono la colpa e il contratto che ti legava alla struttura. Il calcolo del risarcimento, invece, si fa come nella pubblica.

I termini: dove si perdono più cause

È il punto che lascia fuori più richieste giuste. L’orologio non parte il giorno dell’intervento, ma da quando conosci davvero l’entità del danno o da quando i postumi si stabilizzano.

  • Sanità pubblica: un anno. Lo fissa la Ley 39/2015. Un anno da quando il danno si consolida o da quando i postumi vengono confermati.
  • Sanità privata: cinque anni, da quando conosci il danno (articolo 1964 del Código Civil, dopo la riforma del 2015). Con un’eccezione: se reclami direttamente all’assicurazione del medico con l’azione diretta, il termine scende a un anno.

Un anno sembra tanto e finisce in fretta, soprattutto mentre sei ancora in convalescenza. Presentare la richiesta, o anche solo un burofax (una raccomandata con valore legale) che reclama, ferma l’orologio e dà tempo al perito di lavorare.

Quanto si può chiedere

Non c’è una tariffa fissa. I tribunali prendono come riferimento, in modo orientativo, il baremo degli incidenti stradali (la Ley 35/2015), aggiornato ogni anno. Orientativo vuol dire che il giudice non è vincolato a quelle tabelle: può alzare o abbassare la cifra secondo il caso. Il risarcimento copre due parti. Il danno alla persona: i giorni che impieghi a guarire, i postumi che ti restano, il dolore. E il danno patrimoniale: quello che non guadagni finché non puoi lavorare (il lucro cesante, il mancato guadagno), le spese mediche, l’aiuto di un’altra persona, l’adattamento della casa. Più conservi ogni fattura e ogni referto, più solida è la cifra che chiedi.

Se vivi in Italia o sei un italiano in Spagna

Se il danno è avvenuto in un ospedale spagnolo, si reclama in Spagna e con la legge spagnola, di qualunque paese tu sia. Lo dice il regolamento europeo Roma II: la responsabilità per un danno segue la legge del paese dove il danno si verifica. Per capire quale giudice è competente entra un altro regolamento, Bruxelles I bis, che di regola porta il caso in Spagna, dove si trova l’ospedale a cui chiedi conto. Vivere in Italia non ti obbliga a passare la frontiera per ogni documento: buona parte della pratica si fa tramite un rappresentante. E una sentenza emessa in Spagna si riconosce e si esegue in Italia senza rifare il processo. L’ostacolo vero non è il confine: è la lingua della cartella clinica e quel termine di un anno della sanità pubblica, che corre uguale ovunque tu sia.

Se hai dubbi su questo argomento, Riondato & Partners è qui per aiutarti

Reclamare una negligenza medica significa incastrare termini brevi, perizie e, a volte, due paesi insieme. Noi di Riondato & Partners accompagniamo da oltre 45 anni famiglie e imprese tra Italia e Spagna, e sappiamo leggere un caso medico dalle due sponde. Se pensi che un danno medico non sarebbe dovuto accadere, scrivici e lo vediamo insieme.

Fonti

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